lunedì 17 dicembre 2012

Abbecedario









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chiave Zampa di gallo

giovedì 6 dicembre 2012

Copertine e manifesti

Tutti al cinema
Le chiavi di casa, regia di Gianni Amelio, 2004

La linea d’ombra che separa l’adolescenza dall’età adulta.
L’indipendenza di un figlio nasce banalmente quando possiede le chiavi di casa. Le chiavi sono l’oggetto-simbolo ricorrente nella storia.


La chiave di Sara, regia di Gilles Paquet-Brenner, 2010

Il film si svolge su due piani temporali, la fuga e la deportazione della famiglia di Sara una bambina ebrea negli anni del nazismo e sessant'anni dopo, con protagonista una giornalista americana a cui viene chiesto di indagare proprio su quel rastrellamento. La chiave di Sara affidata ad una guardia del campo di concentramento attraverserà il tempo per narrare la storia della ragazzina alla curiosa giornalista americana.

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The skeleton key, regia di Iain Softley, 2005

Film dell'orrore, il titolo non si riferisce realmente ad un presunto scheletro poiché in lingua inglese la "skeleton key" è l'oggetto che noi chiamiamo, dal francese, "passepartout". Se la protagonista non avesse aperto quella, letteralmente, maledetta porta, sarebbe stato meglio per lei.

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La chiave, regia di Tinto Brass, 1983

Film erotico, tratto dal romanzo dello scrittore giapponese Jun'ichirō Tanizaki. La chiave è quella che apre un cassetto in cui è contenuto il diario con il resoconto fedele di tutti i tradimenti di una moglie. Il marito è a conoscenza del diario e il contenuto, sospinto dal fuoco della gelosia, ridona ardore al rapporto stanco della coppia.

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La clé des champs, regia di David Poirot, 2010

Un film francese che narra dell'estate "selvaggia" di due bambini passata nei campi ad esplorare la natura.

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Racconti e romanzi
Through the gates of the Silver Key,
H.P. Lovecraft, Dodo press, 1926

Il racconto di Lovecraft parla di una chiave passata di padre in figlio, legata al mondo onirico.

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La chiave a stella, Primo Levi, Einaudi, 1978

In  questo caso la chiave non è quel tipo che apre le porte, ma quella degli operai che lavorano sulle impalcature tutto il giorno. 

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La clé sur la porte, Marie Cardinal,
Diesterweg ed., 1972

Una donna di 40 anni descrive la sua vita nell'appartamento di Parigi che condivide con i suoi tre figli e alcuni suoi amici. Come se si trattasse di una comune sperimentale, la chiave è sempre lasciata nella toppa della porta, in modo che chiunque possa andare e venire in totale libertà.  

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La clé sous la porte, André Mycho, 1935

Commedia in due atti di Mycho, mai arrivata al teatro? Non si sa, sicuramente è stata pubblicata in Francia, ma altre informazioni non sono pervenute. Le illustrazioni comiche certo sono simpatiche!

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A fumetti
Locke & Key,  Hill-Rodriguez, 2008

Si narrano le vicende della famiglia Locke all'interno della strana casa Keyhouse, nella quale si trovano una Ghost Door in grado di separare l'anima dal corpo e tutta una serie di chiavi dalle proprietà magiche più disparate.

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Les Cléfs de Babel, Carina Rozenfeld, 2008

Ambientato in uno scenario dallo spunto biblico ma dal colore apocalittico, le chiavi di Babele sono in realtà cinque ragazzini che hanno ricevuto poteri paranormali grazie alla mappa tatuata sul loro corpo. Che cosa aprono queste chiavi? È un mistero tutto da svelare!


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In musica
The black keys, gruppo musicale, 2001

I Black Keys sono un duo americano che fa musica del genere alternative-rock. Ultimamente stanno riscuotendo molto successo e terranno un tour qui in Italia a breve che coinvolgerà Milano e Torino. Come potete vedere dalla copertina del loro album, il nome non si riferisce certo alle chiavi di casa, bensì ai tasti neri del pianoforte. Loro raccontano che il primo a coniare questo epiteto originale fu un conoscente dei loro padri, un tipo un po' matto che li insultò chiamandoli in quel modo.


Fonti: Wikipedia, www.celluloidportraits.com. 

giovedì 22 novembre 2012

La cerimonia delle chiavi

Cerimonia delle chiavi Torre di Londra
Guardia della Regina con le chiavi
La Cerimonia delle Chiavi è un rito che dura da 700 anni e non ha mai subito un ritardo (se non si considera un unico episodio accaduto durante un attacco aereo in piena Seconda Guerra Mondiale). La cerimonia si svolge ogni sera alle 21:53 in punto e consiste nella chiusura della Torre di Londra.
I reali non risiedono più lì da tempo, ma siccome i Gioielli della Corona Britannica vengono conservati in quei luoghi è bene che l'edificio sia ben sorvegliato e protetto. 
Il rito viene performato in maniera molto solenne: il capo degli Yeoman Warders fa la sua comparsa dalla Byward Tower nella tradizionale divisa dell'epoca Tudor, in una mano porta una lanterna con cui si fa luce per il corridoio buio, nell'altra porta le chiavi della regina.
Lo raggiungono due guardie della Torre di Londra a cui lascia la lanterna per andare a chiudere i cancelli del castello, dopodiché il gruppo torna indietro. Sulla via del ritorno una sentinella si para davanti a loro e gli intima:
Sentinella: Who comes there?
Guardiano Capo: The keys.
S: Whose keys?
GC: Queen Elizabeth’s keys. 
S: Pass Queen Elizabeth’s Keys. All’s well.
“Alt, chi va là?”
“Le chiavi!”
“Le chiavi di chi?”
“Della regina Elisabetta”
“Passino le chiavi della regina Elisabetta. Tutto bene”
Infine si dirigono tutti quanti verso la Bloody Tower per ritirarsi nella fortezza. Prima del rientro viene pronunciata la frase: “Dio protegga la regina Elisabetta” ed un “Amen” conclude il rito. Le chiavi sono poi riportate nella Queen’s House, dove sono custodite solitamente.
Ecco la cerimonia in diretta. Il suo fascino ci trasporta in un'altra epoca.
                         

giovedì 25 ottobre 2012

La storia della chiave attraverso il tempo




Per comprendere la storia della chiave, bisogna comprendere l'evoluzione del lucchetto, vedremo quindi il funzionamento di alcuni tipi particolari chiavi ed i loro lucchetti/serrature.

#1 chiave e serratura assira

NOME: ---
INVENTORE: ---
PERIODO: 700 a.C.
MATERIALE: legno massello
PROVENIENZA: Khorsabad, Iraq

FUNZIONAMENTO: la chiave in legno è dotata di un lungo fusto che si inserisce nel meccanismo e di alcune sporgenze che servono a sollevare i pioli di blocco.

CURIOSITÀ: la chiave è talmente grossa da essere portata a spalle.





#2 serratura greca 


NOME: chiave a pettine
INVENTORE: ---
PERIODO: I  sec. a.C.
MATERIALE: ferro
PROVENIENZA: antica Grecia

FUNZIONAMENTO: la serratura assira fu perfezionata, un millennio dopo, in Grecia. Vi era un catenaccio mobile con numerosi fori al centro che seguivano una precisa geometria. Al di sopra del catenaccio erano allineati dei perni cadenti disposti con la medesima geometria. Quando il catenaccio si spostava faceva coincidere i primi con i secondi che lo bloccavano. Per aprire la serratura si faceva uso di una chiave simile ad un pettine, con i perni verso l'alto, uguali ai perni per numero e geometria.


#3 chiave ad anello romana 


NOME: chiave anello o sigillo
INVENTORE: ---
PERIODO: I - III sec. a.C.
MATERIALE: bronzo fuso a cera persa
PROVENIENZA: antica Roma

FUNZIONAMENTO: La serratura romana e la chiave  funzionava per rotazione, grazie a una molla antagonista di acciaio molto elastica. Questa serratura era realizzata da un vero e proprio specialista: il magister clavarius, forse fu proprio quest'ultimo ad inventare la molla.

CURIOSITÀ: Questo tipo di chiavi veniva indossato al dito dalla nobiltà romana perché le toghe non avevano tasche. Queste chiavi chiudevano degli scrigni che contenevano le proprietà preziose, infatti le case romane non avevano porte con serratura. Avere una chiave al dito era un simbolo di status sociale che rappresentava la ricchezza posseduta. Da questa chiave si è evoluto il concetto legato al sigillo reale e nobiliare portato al dito.



#4 serratura: dal Medioevo al XVIII sec.

Non ci sono particolari cambiamenti nel funzionamento del binomio serratura-chiave. 

Nel corso di tutti questi secoli solamente l'estetica e i comportamenti sociali hanno subito dei mutamenti degni di nota.

Le serrature e le chiavi hanno acquistato intarsi sempre più complicati e furono utilizzati per chiudere non soltanto porte e cancelli, ma anche comò, scrittoi, portagioie e casseforti. 

Le chiavi nascondevano le lettere degli amori proibiti, o i piani degli intrighi politici.


  
 





#5 serrature di Barron, Bramah e Chubb

Loro furono i fabbri che rivoluzionarono le serrature rendendole più sicure. 

Il primo fu Barron nel 1778 in Inghilterra che invento la serratura a doppio bloccaggio.Bramah nel 1784 perfezionò il lucchetto di sicurezza, che era ritenuto essere impossibile da scassinare. 

Infine Chubb nel 1818 sconfisse entrambi i precedenti lucchetti mettendo a punto un sistema capace di bloccare e segnalare il tentato scasso.

NOME: Chubb Detector Lock
INVENTORE: Jeremiah Chubb
PERIODO: 1818
MATERIALE: Metallo
PROVENIENZA: Inghilterra

FUNZIONAMENTO: La serratura può essere azionata solamente dalla chiave originale in caso contrario il meccanismo si blocca e non può essere azionato nuovamente finché non lo si "resetta" con una chiave speciale. Questo è possibile grazie all'elevata sensibilità delle molle che tengono sollevati i perni, che se alzati più del necessario innescano il sistema di bloccaggio. 

CURIOSITÀ: La serratura e la chiave di Chubb sono menzionate da Arthur Conan Doyle in due racconti di Sherlock Holmes (A Scandal in Bohemia, e in The Adventure of the Golden Pince-nez), per sottolineare il fatto che erano delle serrature che escludevano lo scasso. 




#6 la chiave moderna



NOME: Serratura a cilindro
INVENTORE: Linus Yale Jr.
PERIODO: 1861-1862, brevetto nel 1865
MATERIALE: Metallo
PROVENIENZA: America

FUNZIONAMENTO: Il meccanismo era inserito direttamente nella porta e questo significava che la chiave non doveva più essere così grossa da dover trapassare la porta e raggiungere la serratura meccanica posta dall'altra parte, perciò le chiavi diventarono più piccole e sottili. Questo è il motivo per cui, a ragione, Yale è considerato il padre della chiave odierna.
Nel video è mostrato con chiarezza il funzionamento del meccanismo.


CURIOSITÀ: Prima della serratura per porte nel 1851 Yale ha inventato un tipo di serratura infallibile per le banche davvero eccezionale: non possedeva molle, era immune alla polvere (non poteva essere introdotta della polvere da sparo al fine di farlo saltare), la chiave una volta disinserita non lasciava tracce ed era in grado di modificare la sua combinazione senza dover costruire un nuovo meccanismo da zero.


#7 la chiave elettronica





NOME: Chiave a banda magnetica
INVENTORE: Forrest Parry, ingegnere IBM
PERIODO: anni '60-'80
MATERIALE: plastica e banda magnetica
PROVENIENZA: America

FUNZIONAMENTO:  Il sistema di attaccare una banda magnetica su di una carta di plastica viene inventato negli anni '60 dalla IBM sotto contratto con il governo delle Nazioni Unite. Ogni chiave-serratura viene riprogrammata al momento dell'arrivo del cliente, garantendo così la sua sicurezza. 
La serratura pertanto è diventata un lettore in grado di decifrare gli impulsi magnetici.

CURIOSITÀ:  Una buona notizia è che il metodo per incollare la banda magnetica alla plastica fu scoperto dalla moglie di Parry (per per mitigare la frustrazione del marito che non riusciva a risolvere il problema) passandoci sopra il ferro da stiro. Il problema è che è possibile hackerare le chiavi di un intero hotel in meno di 200 millesimi di secondi. E questa invece non è una buona notizia!



Fonti: Le informazioni e le immagini sono state tratte e rielaborate a partire dai seguenti siti: http://www.slate.com/slideshows/life/the-history-of-key-design.html#slide_1, http://oldlocks.com/lockpicking.htm, http://en.wikipedia.org/wiki/Magnetic_stripe_card, http://inventors.about.com/library/inventors/bllock.htm, http://www.ancientresource.com/lots/roman/romankeys_locks.html, http://it.paperblog.com/chiavi-lucchetti-e-serrature-nell-antichita-1044308/, http://allmesopotamia.tumblr.com/post/14503455263/the-most-ancient-key-lock-known-is-described-by


giovedì 18 ottobre 2012

Chiave USB - Clé USB


Recente ritrovato tecnologico che ha sostituito in pochi anni floppy disc e cd-rom per la facilità dello scambio di dati e per la comoda portabilità.

Solamente in 2 lingue è chiamato con il nome dell'oggetto che stiamo indagando: in francese e in italiano, tutti gli altri idiomi fanno riferimento alla sua funzione di memoria portatile.

Perché associare alla chiave che apre le porte e i lucchetti, questa cugina tecnologica  che ha invece la funzione di un archivio portatile? Semplicemente perché per scoprire il contenuto della chiavetta usb abbiamo bisogno di inserirla in una speciale "toppa" di cui sono muniti tutti i computer. Questa ormai naturale azione ci permette di avere libero accesso ai nostri file e ci spalanca a noi le porte della nostra libreria virtuale. 




Fonti: ricerca web. 
Immagini: chiavette usb design by LaCie, chiavette usb design by Amt